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July 02 Milano - Svezia - Quarto GiornoGiorno 23 giugno 2009 - Goteborg (S) Orust (S) Riprendo il punto finale di ieri sera... il B&B "albicocca" di Goteborg è davvero un posto che consiglio a tutti quelli che dovessero fermarsi a Goteborg per una o più notti: accoglienza ottima, stanza funzionali, colazione eccellente, Yvonne perfetta padrona di casa e strutta fantastica. Detto ciò riprendo con il mio viaggio che ha toccato le isole sopra Goteborg e fatto visite particolari per un ricordo appena poco recente ma vivo... devo dire che è stato toccante e mi aiutato anche a poter comprendere meglio la cultura del posto... peccato non aver potuto visitare la fortezza di Marstrand perchè da Ronnang i battelli partono solo a luglio ed ad agosto e non aver incontrato un alce mentre gironzolavo nel bosco. Oltre ciò ho potuto "assaggiare la temperatura" dell'acqua e devo ammettere che è calda, anzi è più caldo stare nell'acqua che fuori dato che tira sempre un leggero vento di brezza che ci accompagna per molta parte della giornata, alcune volte con più intensità altre volte più leggero e quando non tira, il sole, anche se sono le 20, scalda come se fosse un pomeriggio di primavera inoltrata asciugando subito... e poi soffermarsi a vedere un sole che cala, dietro alberi dall'alto fusto, molto lentamente, quasi che non volesse abbandonare il bacio donato a queste terre dato che d'inverso le ha e le scalderà davvero poco, ma è subito pronto a rialzarsi e a continuare il suo viaggio dopo poche ore che hanno lasciato in un semibuio "irreale" il verde dei campi. E come il sole ricomincia il suo viaggio lo continuo anche io portandomi nella parte più a nord del mio tragitto. July 01 Milano - Svezia - Terzo GiornoGiorno 22 giugno 2009 - Lund (S) Goteborg (S) Di nuovo in viaggio verso la più grande città che si visiterà durante questo soggiorno in Svezia. Il paesaggio costiero dell'ovest svedese è un insieme di infinite lande verdeggianti con diversi saliscendi, pendenze anche del 10%, in cui la strada è costeggiata da immensi boschi in cui vivono le renne, infatti è frequente incontrare il cartello che indica di fare attenzione ad "attraversamento renne". Goteborg è una cittadina molto carina, con un porto, un fiume e diverse colline che la circondano... senza considerare i coloratissimi edifici e le numerose chiese di diverse religioni. Bello il duomo, religione protestante, nel suo biancore che contrasta con le struttere dorate che ne abbelliscono l'abside e l'organo. Stupenda è la torre della chiesa tedesca che nel suo legno scuro risalta l'orologio dorato che fa bello sfoggio sul suo campanile oppure il porto ricco di un museo navale all'aperto in cui si possono ammirare mercantili e velieri oltre a navi militari... purtroppo la modernità avanza e l'antico si mescola con il presente come il grattacielo rossetto oppure il teatro dell'opera che il suo architetto descrive così:"un edificio pervaso dalla luce che incoraggiasse i pensieri a innalzarsi come ali di gabbiani sul paesaggio fluviale" ma che ha me da solo l'idea di una prua di nave incastrata nel cemento. Ho avuto anche la possibilità di salire verso la fortezza per gustarmi un "semitramonto", erano le 22:00 e il sole era ancora un bel po' alto sull'orizzonte, la visione dei tetti rossi, dei campanili gotici che si stagliavano verso il cielo e del fiume in lontananza oltre le colline alle spalle. Finisco con il dire che l'accoglienza anche qui è stata davvero calorosa, peccato non capire molto di quello che dicono, anche se alcuni termini li sto imparando: molti, soprattutto nei negozi, ti salutano con "amico, ciao, hai bisogno di qualcosa?" ... tutti davvero molto disponibili a differenza di quello che si potrebbe pensare visto le temperature "gelide" che ci sono al nord. Un popolo "caloroso" rispetto a quanto normalmente si pensi! June 30 Milano - Svezia - Secondo GiornoGiorno 21 giugno 2009 - Ruhekrug/Schleswing (D) Lund (S) Dopo la notte trascorsa nel "silenzio" della foresta tedesca siamo ripartiti alla volta della Svezia attraversando prima la Danimarca. Pensando a questa nazione ne avevo sempre avuto un'idea di "piattume" geografico e ricca d'acqua ma solo attraversando i due mega ponti, il primo che unisce Odense all'isola di Copenaghen, l'altro Copenaghen alla Svezia ci si rende conto che è un piccolo stato circostritto dal mare. Cmq la bellezza di passare sopra il mare, perchè i ponti sono lunghi oltre 20 km, in auto è davvero particolare senza contare il paesaggio che ci circonda: un insieme di mare, isolotte, navi da cargo, pale eloliche e una marea di gabbiani che accompagnavano per qualche tratto la macchina nel suo percorrere questo lembo artificiale sopra il mare. La prima tappa della giornata è stata a Malmö dove ho assaggiato prodotti tipici della cucina svedese, altro che le polpettine dell'Ikea queste erano polpette vere e proprie con la salsa di mirtilli e una specie di panna cotta... devo dire una delizia accompagnate dalle patate di questa regione che sono davvero spettacolari. Il pomeriggio è stato invece usato per girare la cittadina di Lund, polo universitario, del sud-ovest svedese. Molto bella la cattedrale con dentro un orologio astronomico del 1500 davvero imponente, oppure la cripta molto simile a quelle viste nei film gotici, o il quartierino che sembra essersi fermato a molti anni fa con le piccole casette colorate, le rose che crescono ai piedi della casa e i tetti spioventi. Una sensazione di pace e relax, soprattutto per tutte le attività qui in Svezia finiscono intorno alle 18, anche se il sole, praticamente non tramonta mai. Detto ciò è sempre belle mischiarsi alla cultura di una altro posto soprattutto perchè non sai mai cosa aspettarti... solo un aneddoto: per capire se c'era da pagare il parcheggio oppure no si è dovuto chiedere ad uno del luogo per poi capire come funziona da tutte le parti. Ricordatevi che se venite in svezia non ci sono posti liberi sempre: durante il giorno si paga mentre la notte puoi tendenzialmente parcheggiare senza pedaggio. Alla prossima per un altro giorno. June 28 Milano - Svezia AndataGiorno 20 giugno 2009 - Milano (IT) Ruhekrug/Schleswing (D) Svegliarsi all'alba mentre Milano dorme ancora... così cantava Concato e così sono partito in un alba post temporale da Milano per fare la prima tappa che mi condurrà una settimana in Svezia. Coma da programma la prima tappa sarà un trasferimento di 1200 e passa km per avvicinarmi alla Danimarca. Che infatti dista da qui, piccolo B&B, di nome Ruhekrug, che significa "Birreria nel Silenzio", un nome scelto a caso vista la mia ignoranza delle lingua tedesca, una trentina di km. Il viaggio è scivolato via liscio sotto le ruote della macchina passando tra le montagne svizzere immerse nel verde, dove ogni tanto sbucava qualche cascatella che si lasciava andare per un salto di qualche metro inframmezzando il contorno roccioso della parete, oppure percorrendo km in mezzo ai boschi delle Germania dove, ogni tanto, e poi sempre più spesso, comparivano enormi "mulini a vento" che producono energia eolica alternativa, al nucleare (intravista dall'A7 in lontananza una centrale) o al petrolio. Si sono incontrati anche diversi animali come poiane, falchi ma anche Daini che brucavano in mezzo ad un prato a pochi metri dalla carreggiata autostradale. Mettersi in viaggio è sempre una scoperta, lasciare qualcosa di conosciuto per scoprire qualcosa di nuovo, soprattutto se non si conosce la parte che si sta attraversando. La bellezza del camminare e scoprire o rivivere o ritrovare delle cose che nel quotidiano non si assaporano più come una volta. Detto questo concludo dicendo che il sole si alza presto la mattina e scende tardi la sera... una cosa che andando più a nord sarà ancora più accentuato. Vi racconterò nei prossimi passaggi di questo racconto. June 11 Un periodo un po' cosìEccomi qua!!! E' un periodo di grande lavoro prima di un po' di meritato riposo... un po' come la quiete prima della tempesta ma vista all'incontrario! Che dire: - ho consegnato il passaporto, appena pronto lo spedisco per farci applicare il visto per entrare in Etiopia; stiamo ancora aspettando i dettagli dei voli ma credo che dipendano anche dalla chiusura delle pratiche come visto e permessi; - ho definito quasi tutto per la mia settimana in giro per la Svezia mi manca solo di partire - credevo di non dover aggiungere altre cose sul mio echinopsis data la fioritura del post precedente ed invece mi devo ricredere: la pianta madre ha pronti ben 13 boccioli ... alcuni più pronti altri meno ma credo che lunedì, cambio di quarto della luna, ci possa essere una nuova fioritura... magari in due giornate perchè penso che tutti assieme sia difficile perchè la linfa non arriva omogenea a tutti i 13 fiori Quest'ultimo punto mi fa porre alcune domande su come sia possibile una fioritura del genere, l'eccezionalità dell'evento, e se questo non sia dovuto ad un cambiamento climatico che stiamo vivendo. Però tutto questo è mitigato dalla bellezza di una cosa semplice, poco duratura, ma che apre la mente alla bellezza del creato. Vi aggiornerò su tutto quanto e se riuscirò, non so come funzionino le wireless in Svezia, terrò un diario di bordo sul viaggio in quella terra remota dal 20 al 28 di giugno June 02 Una fioritura specialeNascono come piccoli batuffoli di cotone grigio... un grigio sfuocato che si annidia tra gli aculei biancomarroni della pianta... restano li immobili ,quasi incollati, per alcuni giorni e poi incominciano a crescere... si allungano perdendo la forma arruffata di un gomitolino per diventare delle piccole ciminiere, bloccate, che si rigonfiano pronte per esplodere... e per 4 giorni crescono fino alla maestosa bocciatura che avviene in una notta di luna nuova o di luna piena... per poi appassire la sera successiva... quasi che la luna fosse la loro sorgente di vita che passando ad un altra fase non li alimenta più
May 25 Punto della situazioneWeek-end ad alto livello quello appena passato. Vado per punti. Punto 1: Echinopsis... la fioritura eccezionale è iniziata mercoledì con i primi boccioli che hanno incominciato a crescere. Sabato in giornata hanno raggiunto la grandezza massima e durante la serata, mentre andava in scena lo spettacolo, sono "esplosi" iniziando la fioritura che ha raggiunto l'apice domenica mattina, mentre la sera, per il gran caldo pomeridiano, erano già appassiti. Devo sistemare le foto, pubblicare e poi scrivere un post... coming soon nei prossimi giorni. Punto 2: Teatro... come accennato nel punto precedente siamo finalmente andati in scena e il successo è stato ottenuto, non tanto per i complimenti di molti spettatori e gli applausi ricevuti, ma per il divertimento che c'è stato, sia la sera della prima che per la replica di ieri pomeriggio, tra noi attori, e, per me, è questo che conta perché se ti diverti, a fare una cosa, sicuramente trasmetti la passione anche agli spettatori, che nonostante le imperfezioni non potranno che apprezzare il lavoro svolto. Punto 3: Lucciole... non quelle che si incontrano per strada ma quelle che si vedono nei prati. Ebbene con questo caldo ieri sera, passeggiando per un parco, ne ho viste, meglio dire riviste, davvero tante che brillavano nell'oscurità. Questo mi ha fatto ricordare quando, tempo fa, molto tempo fa, tornavo a casa, nelle sere estive, per strade poco battute e poco illuminate di un argine del Po, e guardando in basso si vedevamo migliaia di punti luminosi in mezzo al grande bosco di pioppi , come un campo stellato, in continuo movimento, che rifletteva la grande volta celeste puntellata di stelle. Punto 4: Etiopia... abbiamo ricevuto notizie da Dilla, paesino etiope, che ci ospiterà per le prime tre settimane di agosto. Fra poco ci metteremo in contatto con il referente e organizzeremo il viaggio... spero che si concretizzi del tutto questa possibilità il prima possibile... e le premesse sono ottime Punto 5: Svezia... altro viaggio ma questo è più esplorativo, conoscitivo, vacanziero... credo proprio di averne bisogno per rilassarmi un attimo e ricaricare le batterie... quando vado? beh dal 20 al 28 giugno Punto 6: Cina... ho ricevuto notizie dalla Cina e anche li mi aspettano... chissà quando riuscirò ad andarci... soprattutto perchè vorrei, magari ad inizio 2010, fare la Via de La Plata ed andare a trovare Andrea a Casa Leiras Bene credo di aver scritto tutto... a presto per la pubblicazione delle foto e il racconto della fioritura e sugli sviluppi etiopici April 15 Caravaggio e i discepoli di Emmaus Oggi si legge il vangelo dei Discepoli di Emmaus e quindi ho pensato di scrivere un post circa la visita che ho fatto alla Pinacoteca di Brera per vedere i quadri con questo soggetto. Eccovi il resoconto. Un mesetto fa sono andato a vedere, per il bicentenario della pinacoteca di Brera, la mostra su Caravaggio dove c'erano esposti 4 quadri: - Concerto - Ragazzo con canestro di frutta - Cena in Emmaus (di Londra) - Cena in Emmuas (della pinacoteca) Avevo proprio voglia di vedere il confronto tra queste due opere per capire, dal vero e non da immagini, il motivo di questa doppia rappresentazione dello stesso soggetto. Oltretutto avevo visto pochi mesi prima, a Palazzo Marino, la Conversione di San Paolo che mi era davvero piaciuta per la sua bellezza dove i chiaroscuri rendevano la scena molto "attraente" nei diversi particolari. L'unica limitazione, come per la visita di Palazzo Marino, è la permanenza nella sala per poco tempo per dare modo a tutti di visionare le tele. Ma veniamo alla impressioni. Subito si nota la luminosità, i colori accessi, i ricchi particolari e i visi dei personaggi. Nella prima cena, quella che normalmente è esposta a Londra, tutto risulta ben in luce, con una tavola ricca, di abbondante cibo, con una tovaglia dal pizzo ricamato, i visi illuminati e ben in salute, la profondità della sala con le ombre sul muro in secondo piano... insomma un ottimo quadro ricco di particolari, luminoso con coloro accessi e una prospettiva bene studiata. Da notare anche la conchiglia del pellegrino sul petto del discepolo a destra che ne indica già la "missione" oppure messa si su richiesta del commissionante. ![]() Ora passiamo al secondo quadro, dipinto 4 anni più tardi, in una fase dove Caravaggio, secondo me, era stato affascinato e avevo preso coscienza con la sua spiritualità. Sicuramente l'immagine del dipinto non rende come vederlo dal vero perché si perdono dei particolari che l'immagine, quasi "sbiadita", con i colori tenui dissolve nel contesto del dipinto. Inoltre si nota la fonte luminosa che illumina i visi, laterale e non centrale come l'altro dipinto, la tavola che riproduce fedelmente l'ultima cena, con solo pane e vino, l'espressione stupita dei discepoli nel momento che Gesù si rivela a loro nello spezzare il pane, oltre alla mancanza di prospettiva e alla figura femminile non presente precedentemente. Devo ammettere che è molto più suggestivo perché ti lascia quasi assorto in questo crepuscolo che mette in evidenza le espressioni e non più il contorno. Per ultimo vi indico una cosa che da immagine non si può notare: il nero dello sfondo è "brillantinoso" dato che era stato mischiato, al nero stesso, della polvere di vetro che rende, a secondo di dove si pone l'osservatore, riflette la luce rendendolo meno pesante di quello che sembra, oserei dire una trovata geniale di Caravaggio. ![]() April 08 Un Silenzio che non c'èE' da qualche giorno che rifletto su quanto sta accadendo in questi giorni e mi sorprendo del non silenzio che non c'è. Soprattutto oggi che ho avuto modo di essere più "presente" in FaceBook mi pongo tante domande sul "perchè noi itagliani siamo così bravi a fare polemiche anche in simili tragedie". In primis il continuo tam tam dei telegiornali e delle interviste a persone che, forse, vorrebbere vivere il loro dramma senza tanto clamore, senza che appena piangano ci sia una telecamera ad osservarli, senza che venga invasa la loro privacy quando vanno a coricarsi in una tenda con altre persone che vivono il loro dramma... certo forse a qualcuno fa piacere nonostante tutto apparire in tv ma credo che la maggior parte vorrebbe essere lasciata nell'intimità del suo dramma... perchè, inoltre, penso che a breve il dramma passerà, le luci delle tv si spegneranno e verranno accese negli aniversari per ricordare quello che è successo mentre gli abruzzesi saranno li ogni giorno a vivere questo dramma e a rimboccarsi le mani per ricostruire quella che è la loro terra. Detto questo mi guardo in torno e torno alle polemiche che stanno emergendo con video, testi, proposte e tutto quello che può essere considerata un'opinione ma che serve solo per fare "clamore" e non portare "serenità", per quel che è possibile, in questo momento. Mi meraviglio soprattutto dei ragazzi che non hanno vent'anni e che si ergono a paladini della giustizia e scrivono o pubblicano senza sapere come stanno realmente le cose. Faccio un esempio: un video preso da youtube dove si vuole ergere a eroe "lo scienziato" che aveva predetto il terremoto. Non entro nel merito perchè non credo sia il momento... mi piacerebbe solo che la gente pensasse e pensando facesse quel silenzio che riempirebbe gli spazi e farebbe riflettere realmente sull'uomo e sull'umanità. Ho tante domande da farmi, da fare, da scrivere ma mi fermo qui... ho bisogno di Silenzio per svuotare questo momento e pensare solo a quelle persone che soffrono, cercare di stargli vicino con il pensiero, provare a pregare perchè torni la tranquillità e la serenità. April 06 AbruzzoOggi il mio pensiero va all'immane tragedia che ha colpito l'Abruzzo. Ho diversi amici in quella regione e alcuni che studiano a L'Aquila, ma per grazia di Dio, erano nelle loro abitazioni di Roseto. Questo è in parte di sollievo ma non può lenire il dolore che si prova in presenza di questi avvenimenti. Non ci sono molte parole da dire se non una semplice preghiera ![]() March 28 Un'ora al buioSulla Repubblica e in collaborazione con il WWF è nata un'iniziativa per scrivere un racconto, da inviargli, dal tema "un'ora al buio"... e mi è venuta l'idea del seguente racconto. Nel 2009 ormai la società dei Druidi era data per estinta anche se qualcuno ero sopravvissuto, nei secoli, adattandosi, di epoca in epoca, alle diverse civilizzazioni. E nel quotidiano, di questa civiltà, aveva intuito che, forse per paura del buio, l'uomo non poteva fare a meno della luce. Ma un grande evento stava per compiersi perché la sera del 28 marzo, il giorno in cui si festeggia anche il nuovo anno druidico, tutta la terra sarebbe stata lasciata al buio, nell'ambito della campagna sul clima dando la possibilità a molti di scoprire l'essenzialità, ormai dispersa, dell'umanità. La questione delicata per Earyn, uno di questi antichi sacerdoti, era di capire che cosa si poteva fare in quell'ora, unica e semplice ora, che chissà quando si sarebbe ripetuta, soprattutto perché anche la Luna, nuova dal 25 del mese, sarebbe stata ancora parzialmente nascosta dai raggi solari lasciando la volta celeste completamente illuminata solo dalle stelle... e come una stella che si accende, un'idea illuminò la mente del druido: "La prima cosa che farò sarà di andare in una radura lontano dalla civiltà, dalle luci delle macchine e dalle luci artificiali che non verranno spente." In questo modo, pensò, che avrebbe potuto rivedere le stelle come le vedeva secoli prima, seguire il cammino delle costellazioni per alcuni attimi e poter, nel silenzio, rievocare quando da bambino saliva sugli alberi per guardare la volta celeste punteggiata da milioni di pallini luminosi bianchi senza sapere che cosa erano e rappresentavano, attratto forse da quello che sarebbe stata la sua vocazione nella vita: lo studio dei movimenti dei corpi celesti. Questo pensiero avrebbe voluto condividerlo con la persona che amava e con cui viveva questa “vita segreta”; inoltre, quella sera, ci sarebbero state le condizioni ideali per procreare un nuovo eletto della stirpe a cui lasciare in eredità gli antichi poteri. Questo pensiero lo lasciò viaggiare con la mente e si rese conto che un'ora era davvero poco tempo, ma gli sarebbe bastata per vivere intensamente i due desideri a cui aveva pensato: ricordare la giovinezza guardando il cielo stellato libero dal quotidiano inquinamento luminoso, magari scoprendo qualche nuova cometa portatrice di fortuna e vivere quel momento amando intensamente nel buio della notte, sotto la volta celeste, dando vita ad una nuova vita che avrebbe portato il nome e il ricordo per tutta la vita. March 13 Viaggio al 31° Piano Con qualche giorno di ritardo descrivo una parte della domenica appena passata. Domenica 8 marzo alle ore 10:00 circa, mi accingevo a salire sul grattacielo di Milano, il Pirelli (o Pirellone), dato che era il suo OpenDay. Il Grattacielo Pirelli di fatto è la costruzione più alta di Milano, anche se la leggenda vuole, che nessuna struttura possa superare la Madonnina del Duomo, più per motivi di "terreno" che di "spiritualità". La coda per prendere l'ascensore è durata una ventina di minuti, mentre la salita dei 30 piani è avvenuta in una ventina di secondi, e dopo di ciò si è aperta la veduta, quasi a 360°, dalle Alpi agli Appennini. La "terrazza panoramica era praticamente tutto il piano dove enormi lastroni di vetro permettevano di spaziare lo sgudardo in tutte le direzioni. Devo ammettere che guardare in basso a 100 metri di altezza fa il suo effetto, però la bellezza dello sfondo con le montagne, avendo i tetti di sotto, e una visibilità perfetta, dovuta al vento dei giorni precedenti, ha lasciato una sensazione di bellezza e magnificenza difficilmente descrivibili. Pensare alla fusione tra modernità di una struttura e bellezza della natura, conciliate insieme in quel momento, lasciano davvero un'immagine e un pensiero soavi che riempiono gli occhi e rimangono impressi nella memoria. Naturalmente ho fatto qualche foto che potete vedere cliccando sull'immagine seguente. March 05 Nel Darfur non c'è stato genocidioE si torna a parlare di Sudan... ieri, per la prima volta nella sua storia, la Corte Penale Internazionale, ha autorizzato l'arresto del presidente, in carica, del Sudan Al Bashir. La risposta del presidente sudanese non si è fatta attendere espellendo diverse ONG, tra cui Medici Senza Frontiere, causando così un blocco di aiuti umanitari in un paese dove povertà e malattie sono all'ordine del giorno. Oggi, oltretutto, anche la Cina, uno dei paesi che non ha firmato il trattato, insieme a Stati Uniti, Libia e Iran, chiede che venga ritirato il mandato di cattura perchè, credo, che il potere economico valga di più di "poche" vite umane. Vite umane che non sono state prese in considerazione per l'accusa che si è ridotta da genocidio a crimini contro l'umanità "sminuendo" tutto quello che è stato fatto nel Darfur in questi anni. Mi sto domandando che differenza c'è tra i due termini e non ne vengo a capo... secondo me hanno lo stesso significato cioè quello di violare quello che di più grande c'è al mondo: la Vita. Ho visto, nel 2003, la tragedia dovuta alla guerra con i profughi nella periferia della città o la desolazione del territorio più si andava verso sud e, nonostante tutto, la dignità di un popolo che continuava a voler vivere e ricreare un paese povero, anche se iniziavano ad arrivare le prime industrie straniere, in accordo con Al Bashir, per sfruttare le risorse petrolifere che si erano appena trovate... e da qui si capisce perchè Cina e Stati Uniti non hanno firmato la ratifica del mandato di arresto, mentre per Libia e Iran è una questione politico/religiosa essendo tutti ancora dei paesi dove esiste ancora la legge islamica. Oltretutto da dicembre stavo pensando di tornare per finire, controllare e iniziare un nuovo progetto e la decisione dovrebbe essere presa, tra marzo e aprile, con il responsabile della scuola di Khartoum che è di passaggio in Italia. Chissà se si riuscirà... io spero vivamente di si. February 16 Male e PauraSettimana scorsa mi è capitato di ascoltare una relazione di Rupnik ed è emerso un concetto interessante: il male non va scacciato ma vinto. La teoria è molto intrigante perché sosteneva che se il male viene scacciato, messo da parte, lui continua ad esistere e si rafforza sempre più mentre se viene sconfitto dal bene, trasformandolo in bene, questo scopare e non può più nuocere. Questo discorso lo associo alla paura, infatti se questa non si sconfigge e si mette in disparte dentro di noi, prima o poi torna fuori e sarà "più potente" di prima e sarà più difficile affrontarla. Al riguardo mi viene in mente il cartone Ice Age 2 in cui Sid, il bradipo, spiega a Diego, la tigre, come vince la paura dell'acqua ed imparare a nuotare, anche se i cuccioli di tigre non lo sanno fare. Sarebbe bello se si riuscisse sempre a vincere il male e le proprie paure, almeno provarci, per poter meglio vivere la vita senza pesanti fardelli che possano ricomparire in qualsiasi momenti. February 05 Una Speranza nel CieloCome capitava spesso, il druido Earyn, usci dalla sua alcova, ricavata tra i rami frondosi degli alberi di una foresta remota, per una passeggiata nottura. Non era ancora il crepuscola ma visto che era la prima sera dove non prevedeva che salisse la nebbia che, come da diversi giorni succedeva, ovattava i rumori delle fronde degli alberi o il canto delle civette oppure smorzava il colore della città lontana o delle stelle di quello strano inverno. Era stato infatti uno strano inverno dove a giorni di inverno rigido con temperature basse seguivano giorni caldi che portava quella nebbia fuori luogo in quel periodo. Era quasi un ciclio che durava da più di un mese. Earyn si accorse subito che quella sera era strana, diversa da ogni altra sera di quell'inverno, e per quello si mosso verso il limitare del bosco quando il sole stava tramontando, diventato una palla incandescente di un rosso accesso, che scendeva su una distesa verde intervallata da alcune anse del fiume che spariva dietro le prime case del villaggio vicino. Si soffermò a recitare alcune preghiere celtiche, ringraziando il giorno che finiva e lodando la notte che nasceva, guardando quella maestosa volta che da celeste cambiava colore, passando dal rosa al viola, fino a raggiungere il blu scuro puntellato di luminose stelle. Ma quella sera si accorsa di qualcosa di diverso, guardando verso nord, poco sotto la costellazione dell'Orsa maggiore e un po' ad est della costellazione di Cassiopeva, la gigantesca W del firmamento, notò uno strano puntino verde che sprigionava un bagliore sfuocato, leggermente sbiadito rispetto al luminoso centro. Capì subito che si trattava di una cometa e si ricordò delle tradizione che indicavano in modo contrastante l'avverarsi di antiche profezie catastrofiche o eventi epocali che avrebbero cambiato la vita di molti uomini. Pensò subito che quel verde, verde come le piante, l'erba, il riflesso del fiume era il verde della vita, il verde della speranza e non potè che domandarsi cosa avrebbe riservato la vita nei prossimi giorni in cui sarebbe stata ancora più visibile e si sarebbe avvicinata alla terra, sicuramente la speranza di un cambiamento che avrebbe reso la vita di molti ricca di gioia. Con questo incipit volevo creare un post sull'evento astronomico che ci sarà a febbraio: l'arrivo della Cometa Lulin (C/2007 N3). Questa cometa sarà visibile dal 18 al 24 febbraio vicino al grande carro nella costellazione del Leone. Qui sotto due immagini: una della cometa e una dove osservarla ![]() ![]() January 31 Per un amicoFra qualche giorno, un caro amico "padre" partià per il Brasile, esattamente Fortaleza, per un periodo di servizio nel centro professionale piamartino che c'è laggiù. Voglio salutarlo con questo post in cui incollo le parole usate da me per un giornalino qualche giorno dopo la sua ordinazione sacerdotale, avvenuta nel 2006. Nell'attesa di riincontrarci o in Italia o in Brasile, Francisco mi ha già detto che dobbiamo venirti a trovare, ti auguro che la missione affidatati sia portata avanti con il carisma che ti contraddistingue e con quel fervore spirituale che hai saputo trasmettere a chi ti ha incontrato. Buon viaggio Gabry e a presto. Questo l'articolo “Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita.” Inizio con questo versetto del salmo 15 per descrivere una due giorni che hanno visto l’ordinazione e la celebrazione della prima messa da parte di Gabriele, ora Padre Gabriele, che è stato “chierico” da noi per più di un anno. Gabriele ha completato il suo ciclo di vita diventando sacerdote della famiglia piamartina sabato 3 giugno. La messa di ordinazione è stata molto sentita, vissuta e partecipata dalle comunità riunite da Brescia, Roma e Milano, luoghi in cui Gabriele ha svolto il suo servizio e la sua crescita spirituale. Essendo la vigilia di pentecoste molto è stato incentrato sullo Spirito Santo e credo di non commettere errori dicendo che si è visto in pieno l’opera dello Spirito in Gabriele e su tutte le persone che hanno partecipato alla sua gioia di diventare “padre”. Spirito che si poteva “vedere” nei volti dei confratelli intenti a imporre le mani sulla sua testa e al momento della consacrazione dove la potenza e la grazia di Dio si univano per far diventare il pane e il vino il Corpo e il Sangue di Cristo. Quella consacrazione che lo stesso Gabriele avrebbe fatto per la prima volta il giorno dopo alla sua prima messa. Alla fine della consacrazione è seguito un momento di “gioia” fraterna in cui si sono visti molto giovani unirsi per “congratularsi” con il “prete novello” cercando di dichiararlo “santo subito” ricordando così, secondo me, la figura giovanile di un Giovanni Paolo II che ha dedicato la sua vita per la Chiesa e per gli altri; chissà che il nostro nuovo sacerdote non posso un giorno esserlo, sicuramente ora è “santo del terzo millennio” perché è stato capace di prendere la sua croce e seguire in questo cammino Cristo. Passo ora a raccontare invece quella che è stata la prima messa di cui prima avevo accennato. E’ stato un momento davvero bello in cui si poteva leggere negli occhi della gente la gioia di partecipare alla pienezza dell’eucaristia uniti a Gabriele. Personalmente mi sono sentito felice per tutto quello che mi circondava, per le parole dette e ascoltate, i gesti fatti e gli scambi di occhiate tra il “nuovo ministro” e il diacono, gli sguardi attenti e gioiosi dei giovani assiepati nelle prime panche per vivere la “Prima Messa”. Molto bello il senso dell’omelia sulle mani di un sacerdote. Mani che sanno accogliere, mani che sanno aiutare, mani che sanno difendere, mani che a volte possono anche ferire ma soprattutto mani che posso e “devono” benedire trasmettendo la grazia di Dio agli altri. Che dire poi dei ringraziamenti molto sentiti e toccanti, quasi un pacchetto di fazzoletti usato da Gabriele per asciugarsi le lacrime di gioia con cui ringraziava tutte le persone e le comunità che gli sono stati accanto. Credo che non ci siano parole per esprimere questa gioia provata da lui e da noi presenti perché certi momenti o si vivono o non si riescono a raccontare. Finisco qui dicendo che c’è un “padre” in più in mezzo a noi, pronto a vivere il carisma di Padre Piamarta e a portarlo agli altri. January 25 Buon Compleanno Signor GOggi avrebbe compiuto 70 anni Giorgio Gaber, scomparso il primo giorno del 2003. Ho partecipato tempo fa ad un suo spettacolo teatrale e mi aveva affasciano come riusciva a mettere in parole le situazioni differenti della vita. Nel 1999 ha scritto una delle sue canzoni è stata "Verso il terzo millennio" di cui ho inseritio il video in fondo al post. Metto due citazioni di Gaber, una sulla libertà e l'ultimo verso della sua canzone che fanno molto riflettere anche ai nostri giorni: perchè la vita continua giorno dopo giorno e tutto ciò che accade, se noi ci partecipiamo attivamente, ci rendere liberi di averla vissuta senza rimpianti. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone... la libertà non è uno spazio libero, libertà... è partecipazione. Ma io ti voglio dire
che non è mai finita che tutto quel che accade fa parte della vita. January 16 Primavera di PragaOggi ricorre uno degli avvenimenti più famosi della Primavera di Praga, infatti sono passati 40 anni da quando Jan Palach, per protestare contro l'invasione e l'occupazione russa del suolo cecoslovacco, si diede fuoco in piazza San Venceslao. Questo gesto estremo può portare a tante riflessioni circa la libertà, gli ideali, la vita e come cambiare il mondo. Palach si sentiva oppresso ed è arrivato ad un gesto eclatante per affermare il diritto al suo ideale di libertà, sicuramente un gesto che ha smosso le coscienze ma forse troppo estremo. Palach prima del gesto ha scritto: "Poiché i nostri popoli sono sull'orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è costituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l'onore di estrarre il numero 1, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana." Una domanda che mi pongo è: dove siamo disposti ad arrivare per i nostri ideali? Ne è valsa davvero la pena? Si può cambiare il mondo con questi gesti? E' difficile rispondere ma credo che oggi, con i mezzi che ci sono, ci siano tanti modi per far valere i propri diritti perchè il tam tam mediatico oggi è molto più forte di un gesto estremo ma forse molto meno duraturo. January 07 La Bellezza della Parola Finisco il trittico intrapreso qualche giorno fa con un ultimo argomento, come si evince dal titolo, sulla Bellezza della Parola. Infatti dopo il Gusto del Silenzio, che porta a conoscersi, e l'Ascoltare che mette in relazione con gli altri, una relazione di qualsiasi tipo, dall'Amicizia all'Amore, non può evolversi senza la Parola, che diventa Bellezza si viene data o accolta nella semplicità di quello che vuole trasmettere. Un relazione senza Parole muore, non cresce e rimane sterile. Invece se le Parole sono trasmesse con un sentimento vero, nato dall'Ascolto e dal Silenzio, non possono che far fruttare la bellezza delle persone che si trovano in gioco. L'Ascoltare l'altro e poi il Parlare sono delle azioni semplici ma che possono essere difficili da attuare, per egoismo o egocentrismo, o per il rumore della società che ci porta ad essere stereotipati e quindi a parlare senza senso conformandoci a quello che la persona "vuole sentirsi dire". Credo che a volte le Parole debbano anche "ferire", cioè dare fastidio perchè possano aiutare a crescere il "tu", l'io e il noi, far mettere in gioco tutti i "partecipanti" alla relazione che si sta instaurando, ma queste parole non devo essere apposta per ferire o giudicare ma per guarire, come un taglio fatto per curare. Forse è un concetto difficile, ma credo che con l'esperienza del Silenzio e dell'Ascolta si possa capire questo difficile passaggio. Oltre questo la Parola deve essere rivolta per il bene dell'altro e non per il proprio bene, deve essere al "servizio" della persona che abbiamo di fronte, deve essere in relazione di umiltà e semplicità, senza questa difficilmente la relazione sarà vera e sincera. Concludo con una frase ad effetto: "Per creare una relazione bisogna morire a se stessi per rinascere nell'altro." |
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